Ir para conteúdo

La Colombia è forse anestetizzata?

EspañolEnglishPortuguês

La tristezza di vedere una nazione sorella che è stata consegnata nelle grinfie del comunismo, ipnotizzata dai canti di sirena della sua Gerarchia… e di colui che siede sulla Cattedra di Pietro

Ecco la domanda che i cattolici di tutto il mondo ci facciamo sul panorama socio-religioso di una delle nazioni più cattolicamente ferventi e reattive del mondo.

Finalmente, Francesco è intrapreso uno dei suoi viaggi più sproloquiati. Per quale motivo? Mezzo secolo in cui la guerriglia marxista colombiana ha inzuppato la terra di sangue innocente, in cui politiche concessive hanno solo servito a portare maggiori disastri e mezzo secolo di illusioni concilianti del clero, che si conclude nel 2016 con un forzato “processo di pace” per il bene del quale s’intendeva di sacrificare qualsiasi cosa, anche se questo obbligasse a violare i principi più elementari della giustizia.

Il popolo colombiano si stava preparando a decidere in plebiscito in merito a questa frode, quando la voce di Francesco stesso intervenne, in modo inaspettato. Alla vigilia del voto, il pontefice ha promesso di visitare la Colombia se il Paese avesse sostenuto l’accordo con la guerriglia sovversiva delle FARC, accusando irresponsabilmente di voler continuare la guerra coloro che si pronunziassero contro l’inginocchiarsi dello Stato di fronte a dei criminali. Falsa alternativa che generava, in modo subdolo, un problema di coscienza ai cattolici.

Mentre tutti i sondaggi prevedevano una vittoria schiacciante per il “sì” della vergogna, i colombiani rifiutarono questa truppa suicida e, da un giorno all’altro, si è trovato frustrato il ​​“processo di pace”. Francesco ha dovuto spostare il suo viaggio promesso …

Una volta confermato che la voce dell’opinione pubblica era chiaramente contraria ad una simile farsa, restava come unica alternativa quella di rilanciare il suddetto “processo” mediante il doloso silenzio della più penetrante voce dello scenario colombiano — che non è altra che quella della Gerarchia Ecclesiastica —, mediante la tacita omissione da parte di quegli elementi dello scenario socio-politico che sarebbero ancora in grado di alzare la voce contro quello che si intendeva fare e, infine, mediante intrighi grossolani come ad esempio l’assegnazione di un premio Nobel per la Pace chiaramente ideologizzato ad uno dei conosciuti promotori di tutte queste concessioni. E sì, infine, Francesco avrebbe visitato il Paese …

Il tempo passa e il povero popolo colombiano sembra immerso nello stesso processo segnalato quasi trent’anni fa nella Madre Patria mediante lo storico lavoro di TFP-Covadonga: España, Anestesiada sin percibirlo, amordazada sin quererlo, extraviada sin saberlo. La Obra del PSOE (La Spagna, anestetizzata senza accorgersene, imbavagliata senza volerlo, smarrita senza saperlo. L’opera dello PSOE). In altre parole, un Paese che, in larga misura, sta dirigendosi verso un abisso senza rendersene conto. Oggi si potrebbe appunto dire: «La Colombia, anestetizzata senza accorgersene, imbavagliata senza volerlo, smarrita senza saperlo…», ma a opera di chi? Di Santi? Delle FARC? Di…?

«Vi hanno dato da scegliere tra il disonore e la guerra… Avete scelto il disonore, e avrete la guerra». Frase memorabile che ha segnato il XX secolo, quando Winston Churchill l’ha pronunciata a Lord Chamberlain, che considerava una vittoria politica quel che si era ottenuto nel vergognoso Patto di Monaco poco prima della Seconda Guerra Mondiale. Triste ricordo quando si analizza la realtà colombiana dei nostri giorni. Il ventunesimo secolo passerà alla storia per i suoi aspetti di irrazionalità collettiva. Uno dei più sorprendenti è questo: un popolo costretto ad accettare un “processo di pace” con un gruppo criminale, dando loro uno spazio politico, e la possibilità di vedere il suo ordine sociale interno stravolto senza rimedio. Fin dove arriverà tutto ciò? Crediamo che l’immensa fede del popolo colombiano sarà ancora in grado di guidare la luce intellettuale che rimane al suo interno. Come capire, infatti, ciò che sta accadendo? Immaginiamo che domani l’Unione Europea intraprendesse un “processo di pace” con il terrorismo islamico, cedendo loro dei seggi in Parlamento e integrando i terroristi nel continente, senza dover pagare in giustizia per i loro crimini. Oggi come oggi, non ci sembra un assurdo? Se questo è il caso nel Vecchio Mondo, apostata nella pratica, cosa dire su qualcosa di simile in una patria che vibra a causa della sua massiccia appartenenza alla vera Chiesa di Cristo?

Il comandante del Blocco Caribi, alias «Iván Márquez», con Hugo Chávez

Tuttavia, come ben descritto nel suindicato libro, è possibile ridurre all’indolenza un popolo intero attraverso un’azione profonda sulla loro mentalità e sulle loro tendenze. È l’unica cosa che può spiegare la sfacciataggine con cui le FARC proclamano l’ideologia con cui fingono di definirsi come un partito politico. Secondo il Informe Central al Congreso Fundacional del Nuevo Partido Político (Rapporto Centrale al Congresso di Fondazione del Nuovo Partito Politico), per bocca di uno dei loro principali portavoce, il guerrigliero e comandante del Blocco Caribi, alias «Iván Márquez», afferma chiaramente che la pace non è sinonimo di fine del conflitto. Non c’è stato che un mutamento di scenario, dalla giungla alla politica, ma si conserva «la continuità del conflitto sociale», considerando questa nuova fase politica semplicemente come «la cessazione del ciclo di insorgimento armato e l’inizio di una nuova fase storica» dove si mantiene l’obiettivo di «superare definitivamente il regime patriarcale esistente». I cattolici ricorderanno che uno degli obiettivi principali delle FARC è quello di promuovere tutte le politiche contrarie alla famiglia cattolica, con la promulgazione dell’ideologia genericamente chiamata gender, dell’aborto, ecc. Tutto con l’obiettivo di porre fine all’«ordine capitalista in vigore». Dunque, la stessa ideologia anticattolica, poiché viola i principi sacri della famiglia e della proprietà, che li incoraggiava nelle giungle con i fucili, ora però ottenuti più veloce e facilmente.

Ricordiamo la metafora della copertina, idealizzata da Dr. Plinio, del memorabile libro di TFP-Covadonga, España Anestesiada… Un malato, che rappresenta la propria nazione, la cui fisionomia è stata annullata da abbondanti fasce, è anestetizzato e sottoposto ad un’infame chirurgia da diverse mani. È possibile, sì, eseguire un intervento “psico-chirurgico” in un intero popolo per farlo accettare qualsiasi assurdità. E tutto sembra indicare che una procedura analoga è stabilita in territorio colombiano. Proprio come al suo tempo e fino ad oggi la nazione spagnola, ora è la Colombia che si trova nella sala operatoria, manipolata da diverse mani, ognuna di loro responsabile di una certa funzione. Il più sorprendente di questo caso è qualcosa che non esisteva alla fine della lontana decade degli anni ’80, quando fu lanciato il mitico libro spagnolo. Ora un’altra mano è entrata che, con demagogica scaltrezza, cerca di ottenere la fiducia del paziente ed è responsabile dell’amministrazione dell’anestesia che permetterà di portare avanti l’operazione del cambiamento di mentalità con un completo successo. Di quale mano si tratta? Non è difficile immaginare…

Resta però una domanda fondamentale: l’«anestesia» ha forse raggiunto il punto di silenziare definitivamente le ultime reazioni che potrebbero suscitare la resistenza apportatrice di salvezza? Dov’è la vera fede, cioè la ragione illuminata dalla fede, del popolo colombiano? Non dimentichiamo che la fede «se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta» (Gc 2,17). Non è sufficiente avere fede per andare in chiesa la Domenica e poi tradirla per sostenere il peccato di consegnare un’intera nazione nelle mani dei nemici della Chiesa.

A dire il vero, in mezzo all’operazione di mega-propaganda intrapresa dal governo colombiano e dalla Conferenza Episcopale, volendo venderci l’immagine di un paese unito e felice per la venuta di Francesco in Colombia, troviamo invece degli echi che nutrono le nostre più profonde speranze nel senso che non tutto è perso. Così, mentre delle mani sacre cercano di strangolare le pecore e aprire la porta del recinto agli assalitori, il popolo colombiano, nelle profondità della sua fede, sa discernere la vera parola del Pastore e distinguere i lupi dalle pecore, anche quando questi indossino la pelle di quelle… Neanche tutta la pressione dei media potrà piegare la fede di un popolo che capisce che i principi di Nostro Signore Gesù Cristo non vanno venduti per niente. E se è stato in grado di portare avanti l’epopea della resistenza contro la sovversione per decenni, allo stesso modo saprà opporsi adesso con fierezza ai lupi, avessero pure l’odore delle pecore. E questa resistenza sarà più profonda ed efficace finché ci siano dei sacerdoti fedeli alla dottrina di sempre, alla morale di sempre e agli insegnamenti che abbiamo ricevuto dalla Santa Madre Chiesa.

«Dei sacerdoti che si trovano in diversi diocesi, non posso menzionarle naturalmente, ma che sono in totale disaccordo con la visita di Francesco, moltissimi gruppi di preghiera e laici impegnati nella preghiera, affinché non venga» (Cita). Queste sono le parole di uno dei molti sacerdoti dispiaciuti del viaggio di Francesco in Colombia. Né la propaganda, né il governo, né la Conferenza Episcopale saranno in grado di far tacere le coscienze dei cattolici. Soprattutto fino a quando ci saranno sacerdoti fedeli che compiano il loro ruolo di essere sale della terra e luce del mondo. Moltissimi si oppongono alla visita di Francesco per sapere che non ha alcun scopo pastorale, ma cerca di appoggiare l’abbandono del Paese in mani alla sovversione e delle loro coscienze in mani ad una moralità lontana da quella ricevuta dai loro padri.

Popolo colombiano! Armati con lo scudo della fede e la spada della Parola di Dio, indossa la cintura della verità, la corazza della giustizia e l’elmo della salvezza (cf. Ef 6,14-17). Sii cattolico sino alla fine e non pattuire con il lupo. Combatti la buona battaglia della fede e aspetta dal​​Giusto Giudice la ricompensa di coloro che perseverano sino alla fine! (cf. 2Tim 4,7-8).

Residuum Revertetur

Perfil Oficial

Últimos posts por Residuum Revertetur (exibir todos)

%d blogueiros gostam disto: