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MANIFESTO — DENUNCIA

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Visita canonica oppure inquisizione farisaica?

Vogliono distruggere la Chiesa, e questo non possiamo accettarlo!

«Ah! Lasciatemi esclamare da ogni parte: Fuoco, fuoco, fuoco! Aiuto, aiuto, aiuto! Fuoco nella casa di Dio! Fuoco nelle anime! Fuoco persino nel santuario! Aiuto, nostro fratello è ammazzato; aiuto, i nostri figli sono decapitati; aiuto, nostro buon padre è colpito di spada!»[1], diceva profeticamente San Luigi Maria Grignion de Montfort, sembrando di vedere la Santa Chiesa nei nostri giorni


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I. Introduzione

NON POSSUMUS! Siamo davanti ad una nuova Via Crucis! Davanti ad un nuovo deicidio! Hanno crocifisso Gesù Cristo e adesso crocifiggono la Sua Sposa! Non possiamo permettere la distruzione della Santa Chiesa!

Accorrano i pastori d’anime! Convochiamo «i buoni sacerdoti dispersi per il mondo cristiano, sia quelli che stanno combattendo, sia quelli che si sono ritirati dalla confusione della battaglia verso i deserti e le steppe e si uniscano a noi!»[2]. Convochiamo i buoni Vescovi e i Cardinali santi, i Pastori scelti da Gesù Cristo che non possono negare il suo Santissimo Nome! Difendano gli innumerevoli fedeli che, senza la bussola della verità, rischiano di soccombere in questo oceano di errori e nefandezze…

Accorrano pure gli intellettuali, gli scrittori e tutti gli artisti! Convochiamo tutto il popolo fedele! Vengano i fedeli di tutte le età! Giungano questa crociata di azione e di preghiere in favore della Santa Chiesa!

Non ci sono più dubbi! Procederemo sulla base di CERTEZZE! È venuta l’ora di opporsi filialmente, ma opporsi proprio! Per molto, molto, molto di meno, Paolo si è opposto a Pietro «a viso aperto» (cf. Gal 2,11)! Apriamo dunque i nostri occhi e non siamo sordi ai clamori di Dio: «Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori» (Eb 3,7-8)!

E, come diceva Giovanni Paolo II: «Non abbiate paura!»[3]. Paolo VI ha denunciato che «da qualche fessura sia entrato il fumo de Satana nel tempio di Dio»![4] Benedetto XVI, ancora fra noi, ha annunciato che la «dittatura del relativismo»[5] è ormai stabilita!

 

È ciò che proclameremo! Noi, membri degli Araldi del Vangelo, dissidenti dalla gloriosa e sconvolgente TFP — Sociedade Brasileira de Defesa da Tradição, Família e Propriedade — che definiamo noi stessi, secondo le parole di nostro Padre e Fondatore, il Sig. Dott. Plinio Corrêa de Oliveira, come coloro che non piegano le ginocchia, e nemmeno uno solo, davanti a Baal; quelli che abbiamo la Legge di Dio scritta sul bronzo delle nostre anime e non ammettiamo che le dottrine di questo secolo incidano le loro errori su questo bronzo, tornato sacro dalla Redenzione[6].

Vogliamo qui dirigere una parola ai Cattolici del mondo intero che si trovano perplessi di fronte alla situazione di Nostra Madre, la Santa Chiesa. Sappiamo che, da tutte le parti, sono sorte, nella retta coscienza di coloro che amano veramente gli insegnamenti di Cristo, questioni diverse: come dobbiamo conciliare le subdole parole di Francesco — ad esempio, quelle che si trovano nel suo documento Amoris Lætitia — con la dottrina che la Chiesa Cattolica ci ha sempre insegnato nel catechismo, sui pulpiti e nei confessionali?

E, nel terreno dei fatti, come ammettere, solo a modo di esempio, che un Cardinale — l’italiano Francesco Coccopalmerio — non sapesse che il suo segretario organizzava delle orge sessuali nel proprio territorio pontificio, con sfrenato uso di stupefacenti? Cosa pensare sulla scelta di un omosessuale attivo per dirigere la Casa Santa Marta, in Vaticano? Che cosa stanno diventando quell’alloggio di Cardinali e gli appartamenti destinati alla Curia?

Ancora, come crederci che Francesco, nel nominare il Cardinal Pell come incaricato delle finanze della Santa Sede, ignorava che egli si trovava sotto accusa di pedofilia in Australia? E come accettare l’elevazione al Cardinalato di un Arcivescovo, S.E.R. Mons. Jean Zerbo, coinvolto in uno scandalo finanziario in pieno pontificato della povertà e del distacco? Come nominare a Segretario della Congregazione per i Religiosi un francescano — adesso Arcivescovo, S.E.R. Mons. José Rodriguez Carballo — che per poco non ha tratto in bancarotta il serafico Ordine nell’Italia?

Diverse altre domande sorgono, senza un’apparente spazio per la risposta… E mentre i dubbi contro la Fede si diramano per il mondo cristiano, avendo come origine quella che dovrebbe essere la Cattedra della Verità, il sedicente «Papa della Misericordia», forse dimenticato di coloro che effettivamente soffrono per la Chiesa, apre le porte della stessa Chiesa ai nemici della Fede e prepara una visita farisaica, sotto il nome di «canonica», per distruggere gli Araldi del Vangelo. Perciò rivolgiamo ai suoi promotori soltanto una delle nostre domande: dove non c’è Veracità né Giustizia, potrà esserci il giudizio?

Attenzione! È giunto il momento di svelare la trama da molto e molto tempo ordita per sfigurare e distruggere il Corpo Mistico di Cristo, la Santa Chiesa Cattolica, Apostolica e Romana! Si spara sugli Araldi, ma è la Chiesa Cattolica che si vuole distruggere! Per dimostrarlo, esaminiamo un po’ la storia di questa istituzione e formuliamo nuovi interrogativi…

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II. Cosa è successo dopo la morte di Plinio Corrêa de Oliveira?

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Passati più di vent’anni, può essere rivelato senza riserve che la Chiesa Cattolica ha notato, non senza un certo timore, una discreta ma molto reale dicotomia interna nel gruppo fondato dal Prof. Plinio Corrêa de Oliveira: da un lato, una spiritualità latente, preannunciando qualcosa come un’ordine religioso; dall’altro, un movimento intellettuale, un club di pensiero e di azione politica decisamente di destra.

In entrambe le parti, ragguardevoli valori. Tuttavia, quello che preoccupava alla Gerarchia cattolica non erano i valori, poiché questi sono sempre buoni: occorreva sapere se quella nascente istituzione, piena di forza e vigore, affascinante e nello stesso tempo inquietante, sarebbe proprio all’interno della barca de Pietro, oppure semplicemente nei suoi dintorni, soggetta a bufere e tempeste, senza avere al timone un esperto capitano…

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Ma l’opera di Plinio Corrêa de Oliveira si è spaccata subito dopo il suo trapasso, e un suo discepolo, João Scognamiglio Clá Dias, ha fondato un novo movimento, dalle profonde radici nelle interpretazioni autentiche della dottrina e nelle tendenze buone del Concilio Vaticano II. Sono allora sorti gli Araldi del Vangelo, cui operato e fascino hanno conquistato innumerevoli fedeli da tutte le parti, e sono cresciuti con una velocità poche volte vista, inducendo Giovanni Paolo II ad approvarli come la prima associazione privata di fedeli di diritto pontificio del terzo millennio.

Forse il Papa Polacco, il suo Segretario di Stato e S.E.R. Mons. Giovanni D’Ercole — allora Capo Ufficio della sezione di Affari Generali della Segreteria di Stato del Vaticano —, l’indimenticabile coordinatore dell’approvazione pontificia, non sapevano cosa stavano facendo nell’introdurre gli Araldi del Vangelo nella Chiesa?

Dopo però Giovanni Paolo II, è salito al soglio pontificio Benedetto XVI: discreto e accorto, stratega zitta pur efficace, il teologo equanime e dalla giusta misura. Nella sua visita in Brasile si è trovato con una «forte crescita delle sette, spesso molto equivoche perché promettono sostanzialmente ricchezza e successo esteriore»[7]. Ma non è questo soltanto ciò che egli ha visto. Nel suo libro, di fine e perspicace contenuto — Luce del mondo — Papa Ratzinger ha lasciato registrato che in quella nazione emergente ha potuto osservare «grandi rinascite cattoliche, ad una dinamica di fiorire di nuovi movimenti, come ad esempio, gli Araldi del Vangelo»[8].

Senza dubbi, egli ha esaminato accuratamente il passato e l’operato degli Araldi del Vangelo per riferirsene — è stata, addirittura, l’unica organizzazione nominata nel libro — come «giovani pieni di entusiasmo per aver riconosciuto in Cristo il Figlio di Dio e vogliosi di annunciarlo al mondo»[9].

Forse che il Romano Pontefice Emerito, assieme al suo Cardinale Franc Rodé — allora Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica — hanno analizzato in modo superficiale l’opera degli Araldi e la storia di Mons. João Clá, la cui vita illibata ha meritato che le due Società di Vita Apostolica da lui fondate fossero approvate a tempo di record? Gli avrebbero, magari, concesso in modo infondato il titolo di Canonico Onorario della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore, nonché la pregevole medaglia «Pro Ecclesia et Pontifice»?

L’onorabilità attribuita alle suddette personalità non ci permette di prestar fede a tale ipotesi…

È passato, tuttavia, il pontificato di Benedetto XVI, concluso tramite una rinuncia dalle caratteristiche particolari mai conosciute nella bimillenaria storia della Chiesa. Arriviamo, infine, ai tempi di Francesco: il papa venuto «dalla fine del mondo», dalla giovane America che guarda l’Europa come ad una spettabile ma sfinita anziana di molti anni.

Jorge Mario Bergoglio, con il suo stile ostensivamente semplice, ha colpito il mondo cattolico e non cattolico nello spogliarsi della limousine papale, degli appartamenti pontifici, delle scarpe rosse, della croce d’oro, di quasi tutto… Nella Loggia di San Pietro si è nominato se stesso semplicemente come «Vescovo di Roma». In un breve periodo di pontificato, il mondo — purtroppo, soltanto il mondo! — lo ha acclamato come un uomo su misura per il suo tempo…

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III. Dinanzi al pontificato di Francesco, l’atteggiamento degli Araldi del Vangelo

Esaminiamo seriamente l’operato degli Araldi del Vangelo attraverso l’attuale pontificato e non ne troveremo nessuna critica, nessun accenno contro, nemmeno quando gli ultraconservatori brontolavano per lo spogliarsi dell’umile Francesco oppure fremevano dalle affermazioni che urtavano i più devoti orecchi. In nessun momento gli Araldi del Vangelo hanno manifestato alcun desiderio di «uscire dalla scena».

Tutt’altro, essi si sono condotti come i buoni figli di Noè, scegliendo di coprire la nudità del loro padre anzi che combatterlo, persino davanti ad atteggiamenti che potrebbero accendere la discordia fra la progenie reputata più fedele. Anche quando alcuni porporati — i tedeschi Walter Brandmüller e Joachim Meisner, oppure l’italiano Carlo Cafarra, e l’americano Raymond Burke — hanno depositato davanti a lui, e al mondo, i loro dubbi circa il suo celebre documento Amoris Lætitia, gli Araldi avevano certezze, e certezze fondate su dati concreti, ma non hanno cambiato rotta.

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E così, tutto sembrava molto tranquillo, fino a quando, da un giorno all’altro, quell’opera talmente promossa dalla stessa Chiesa in tutto l’orbe cattolico, impegnata in irreprensibili attività evangelizzatrici piene di provati frutti, si trova nel rischio di vedere strappata la sua capacità di fare il bene, anche a favore della Cattedra della Verità, senza essere oggetto della tanto proclamata misericordia giubilare i cui reali effetti rimangono tuttora sconosciuti. Forse sarà scagliata sul rogo a Campo de’Fiori da una moderna inquisizione, un’inquisizione farisaica senza Fede, senza Diritto e senza la retta Dottrina? Un’inquisizione che si è affrettata a pronunciare false sentenze, a mani strette con dei giornalisti che sono arrivati al colmo di affermare che gli Araldi sono satanisti e che macchinano la morte di Francesco.

La conferma di una prossima visita canonica agli Araldi del Vangelo ha finito di spaccare la coesione di questa istituzione, ormai conquistata a malapena lungo dei decenni dall’impareggiabile e arrendevole carisma di Mons. João Clá.

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IV. Fondamenti per un giudizio inquisitorio sugli Araldi del Vangelo

Su che cosa è fondata quella visita «canonica» agli Araldi del Vangelo? Su una dolosa e intrigante accusa nei confronti della dedizione, dello zelo e della generosità dei loro sacerdoti, che non hanno mai titubato nel venire incontro alle richieste di quei bisognosi di cui tanto si parla oggi: «Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia» (Mt 5,7). Agli afflitti che chiedevano, benedicevano e pronunciavano preghiere con la caritatevole intenzione di sanare i mali. Così ha sempre fatto la Chiesa, seguendo gli orientamenti di suo Divino Fondatore: «Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demoni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date» (Mt 10,8).

Come figli attorno al loro padre spirituale, i sacerdoti Araldi si riunivano presso il fondatore alla familiare, in un ameno e intimo scambio delle impressioni risultanti dalle benedizioni di guarigione, con relazioni scelte da una commissione di studi. E tutti sanno ciò che si sente dire nella recita di preghiere dirette a scacciare gli spiriti maligni… Non può essere che ciò che esiste di più inusuale e con l’apparenza, a dir poco, dell’assurdo. Alcune riunioni erano riprese in video, senza la più minima intenzione di divulgazione.

E mentre gli Araldi continuavano il loro misericordioso lavoro di attirare il mondo verso il bene attraverso la diffusione del bello e della verità, nei più svariati settori missionari — parrocchie, ospedali, scuole, mass mailing… — mani criminose hanno deciso di pubblicare in modo cattivo e irresponsabile la registrazione delle loro riunioni di carattere familiare, per un pubblico che non ha, nella sua grande maggioranza, conoscenze teologiche sufficienti per fare nei confronti del loro contenuto un giudizio congruo.

Così, il diritto di quell’istituzione all’intimità è stato violato. Le leggi del mondo moderno considerano quella violazione un reato, capace di servire di fondamento per un processo penale di grande portata. È a partire da questa violazione fraudolenta che la “misericordia bergogliana” applicherà la giustizia…

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V. Chi sono loro per giudicarci? Proponiamo che siano fatte altre visite canoniche inquisitoriali…

Dato che gli Araldi riceveranno fra poco quella visita, che avrebbe come scopo l’applicazione della giustizia canonica, proponiamo che siano fatte anche altre indagini serie e imparziali. Noi, membri di quest’istituzione, ancora retti dallo spirito belligerante della TFP, offriamo aiuto, e prendiamo l’iniziativa di elencare alcuni suggerimenti che i media hanno già considerato molto validi. La sua semplice elencazione, illustrata da alcune notizie, è già un forte elemento per provare che il piano principale è, in verità, l’auto-demolizione della Chiesa.

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1. Visite a delle diocesi di Brasile

In primo luogo, proponiamo alcune visite a delle diocesi brasiliane come São Paulo, Rio de Janeiro, Nova Friburgo, Joinville, Porto Alegre, e altre ancora…

Riteniamo opportuno chiarire alcuni dubbi che pesano sulla testa dei fedeli circa alcuni scandali morali che i media hanno voluto sfruttare. A modo di esempio, spiegare quali effettivi provvedimenti sono stati intrapresi contro il sacerdote di Joinville, preso in quella città accusato di pedofilia?

Non sarebbe, anche, opportuno, dare spiegazioni circa gli abominevoli dettagli di un altro caso di pedofilia praticato da un altro sacerdote cattolico in Goiás?

Ma non consideriamo unicamente la condotta morale dei presbiteri. Saremo più giusti se esaminiamo anche l’episcopato. Un caso accaduto un certo tempo fa merita di essere citato: il Papa ha accettato la rinuncia di S.E.R. Mons. Aldo di Cillo Pagotto, Arcivescovo di Paraíba, per scandalo di pedofilia!

Ci sarebbero molte visite canoniche da realizzare in Brasile. Questi sono soltanto alcuni pochi suggerimenti…

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2. Visite a delle diocesi del Mondo

Nella nostra America occorre anche visitare alcune diocesi. Le terre di Francesco potrebbero inaugurare il lavoro inquisitorio. Lì, recentemente, la comunione è stata distribuita ostensivamente a delle coppie in situazione di pubblico adulterio.

Passando al Vecchio Continente, i problemi che esigono un intervento canonico sembrano di moltiplicarsi: nella Sicilia promuovono l’assoluzione e la comunione degli adulteri con base nella Amoris Lætitia.

A Malta non si parla più dello stato di grazia per partecipare alla vita sacramentale della Chiesa. La cosa importante lì è «stare in pace con Dio» — secondo la propria coscienza, è chiaro — per ricevere l’Eucaristia. Non occorrerebbe spiegare meglio il significato di quell’espressione, assente dai catechismi tradizionali oppure moderni, come condizione per la comunione?

A ragione c’è chi affermi che Amoris Lætitia riforma la dottrina. Ma, allora abbiamo bisogno non di visite canoniche, bensì di un nuovo Codice di Diritto Canonico e di un nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica. Forse ciò eviterà l’impressione di star essendo adulterata la dottrina lasciata da Cristo, oppure di star essendo ufficialmente fondata la nuova religione sacrilega di Satana. Anche perché lo “sviluppo” dottrinale che ci vien proposto non si ferma lì…

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3. Visita alla Compagnia di Gesù

Perché non visitare anche alcuni ordini religiosi? Potremmo cominciare dai Gesuiti, dal momento che pure a loro sono attribuite nuove “conquiste” nella dottrina. Ciò finirebbe per sollevare un tanto la situazione degli Araldi, nel senso di renderne inutile la visita canonica, una volta che, mentre essi sono accusati di patto col demonio, il «Papa nero» — secondo l’appellativo comune attribuito al Preposito Generale dell’ordine — afferma che il diabolo è una semplice figura simbolica.

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4. Visita alla Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica

Procediamo anche ad un’indagine equa sull’amministrazione economica realizzata da S.E.R. Mons. José Rodriguez Carballo — e soprattutto, ad un’attenta investigazione sulla strana fine che questo francescano ha dato agli immobili del serafico Ordine nella città di Roma.

E cosa dire su ciò che voce corrente nella Città Eterna nonché in Brasile, e cioè, le nefaste conseguenze della condotta alcolizzata del Prefetto di questa Congregazione, il Cardinal brasiliano João Brás de Avis? Non entriamo, per ora, nei dettagli…

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5. Visita al Pontificio Consiglio per l’Interpretazione dei Testi Legislativi

Fedeli alla trasparenza proclamata da Papa Francesco, riteniamo ugualmente interessante la realizzazione di una visita canonica a questo Pontificio Consiglio al fine di chiarire l’apparente omissione del Cardinale Presidente nei confronti di suo segretario. Secondo risulta, la Gendarmeria Pontificia ha interrotto, nei giorni scorsi, una orgia gay, durante la quale sono stati distribuiti stupefacenti pesanti in uno degli appartamenti del Vaticano. Non mancano delle notizie che accennano alla presenza del porporato in quell’occasione…

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6. Visita alla Pontificia Accademia per la Vita

In quest’organismo del Vaticano, riteniamo soltanto necessario esaminare la coerenza tra le dottrine che esso dovrebbe difendere e le pratiche che propaga. In effetti, cosa avrebbe detto Giovanni Paolo II se avesse visto che la Pontificia Accademia per la Vita introduce l’ideologia di genere nel suo proprio statuto?  Oppure, se avesse saputo che un membro di questa medesima Accademia, P. Maurizio Chiodi, è favorevole all’eutanasia?  E che un altro, Nigel Biggar, è a favore dell’aborto?  E che Vescovi canadesi sostengono economicamente delle organizzazioni pro-aborto nell’America Latina?

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7. Visita alla Casa Santa Marta

Nella Casa Santa Marta, una visita canonica avrebbe come obiettivo esaminare meglio la morte di una delle receptionist e poi, cercare di capire la nomina di un omosessuale attivo per dirigere la residenza dove abita Francesco , e più recentemente, per una carica importante nella riforma dello IOR, la denominata Banca Vaticana. Ci sarebbe un motivo?

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8. Collegio dei Cardinali

È indispensabile indagare le ragioni che hanno elevato S.E.R. Mons. Jean Zerbo al cardinalato, nonostante i 15 milioni di euro nel suo conto personale in Svizzera. Ciò è assolutamente necessario se si vuol difendere la reputazione di chi lo ha nominato, dal momento che niente ha di coerente con le sue nozze con la «dama povertà».

Altrettanto necessario sarebbe investigare il caso del Cardinal Pell, incaricato delle finanze del pontificato di Francesco — attualmente, forse il numero tre del Vaticano —, che ha dovuto lasciare l’incarico per difendersi in giudizio dall’accusa di abuso sessuale di minorenni.

«Fuoco, fuoco, fuoco!» «Fuoco nella casa di Dio!» Tutti siamo portati ad immaginare che San Luigi Grignion di Montfort abbia visto profeticamente tutto questo nel momento di comporre la sua Preghiera Infuocata.

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VI. Conclusione: motivazioni di nostro manifesto-denuncia

Qualcuno si domanderà: cosa ci porta a prendere questa posizione?

Decisiva è la nostra risposta: l’amore per la Santa Chiesa di Dio!

Sì! Fino adesso siamo rimasti zitti, perché giudicavamo che la nostra collaborazione con la Sacra Gerarchia, nel senso di offrirgli frutti di vera conversione, avrebbe sempre trovato il suo appoggio e avrebbe contribuito in qualche modo ad un mutamento di scena. Ma adesso che veniamo combattuti, il nostro silenzio davanti a tanti scandali sarebbe criminoso, dal momento che porterebbe innumerevoli anime sconcertate alla perdita della Fede.

Così, alziamo i nostri occhi alla Vergine Maria, Madre di Dio e della Chiesa, a San Giuseppe, suo Glorioso Patrono e protettore, supplicando che intervengano in questa terribile crisi. E, assieme a loro, rivolgiamo a Dio il nostro costante clamore:

Alzati, Signore, e siano dispersi gli inimici della tua Chiesa (cf. Sl 68,2). Innalzati, Signore, perché sembri dormire? (cf. Sl 44,24)

Innalzati, Signore, e compi tua promessa, che «le potenze degli inferi non prevarranno» (Mt 16,18) sulla tua Chiesa! Innalzati, Signore, perché ci sia un solo gregge e un solo pastore! Innalzati, Signore, e fa che siano adempiute, quanto prima, le promesse fatte dalla tua e nostra Madre nella Cova da Iria: «Alla fine, il mio Cuore Immacolato trionferà»!

Membri degli Araldi del Vangelo, dissidenti dalla TFP


[1] Cf. Grignion de Montfort, Saint Louis-Marie, Prière Embrasée, n. 28, in Œuvres Complètes, Paris (Du Seuil) 1966, 687. Traduzione nostra.

[2] Cf. Grignion de Montfort, Saint Louis-Marie, Prière Embrasée, n. 29. Traduzione nostra.

[3] Giovanni Paolo II, Omelia d’inizio del pontificato, 22/10/1978.

[4] Paolo VI, Omelia nella Solennità dei Santi Pietro e Paolo, 29/06/1972.

[5] Benedetto XVI, Udienza generale, 05/08/2009; Ratzinger, Joseph, Omelia nella Messa Pro Eligendo Romano Pontífice, 18/04/2005.

[6] Cf. Corrêa de Oliveira, Plinio, «Junto ao Presepe», in O Legionário, anno XIX, n. 750 (22/12/1946), 2. Traduzione nostra.

[7] Benedetto XVI, Luce del mondo. Il Papa, la Chiesa e i Segni dei tempi, Città del Vaticano (LEV), 2010, 89.

[8] Benedetto XVI, Luce del mondo, 89.

[9] Benedetto XVI, Luce del mondo, 89-90.

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